Annelise Rüegg

NARRATRICE
Annelise Rüegg nasce da famiglia operaia a Uster, vicino a Zurigo, e cresce in condizioni di povertà. A soli quattordici anni inizia a lavorare tra i rocchetti di una grande filanda in città.

ANNELISE
Se sapessi di dover passare il resto della vita in fabbrica, preferirei morire adesso!

NARRATRICE
La domenica, Annelise presta servizio come cameriera per guadagnare qualche soldo in più da tenere per sé. Così, all’età di sedici anni, può finalmente permettersi un biglietto del treno.

ANNELISE
Addio Uster! Cara mamma, cara famiglia... arrivederci!

NARRATRICE
Il treno la porta a Losanna, dove trova lavoro come cameriera presso la pensione Villa Grancy.

ANNELISE
Cara mamma, se solo potessi venire a trovarmi… una cosa del genere non l’hai mai vista! Qui c’è gente talmente ricca da non dover nemmeno lavorare. Se solo potessi mandarvi un po’ delle delizie che qui avanzano nei piatti tutti i giorni!

NARRATRICE
Il lavoro le piace e così, di stagione in stagione, Annelise prende a viaggiare. Impara l’italiano a Lugano e l’inglese a Liverpool. E riesce sempre a mandare qualche soldo alla sua famiglia. Sua madre stenta a crederlo: Annelise guadagna 5 franchi al giorno, più dello stipendio da meccanico che portava a casa il suo povero padre. A Uster, i pettegolezzi non si fanno attendere.

SIGNORA
Ma secondo voi, quei cinque franchi se li guadagna onestamente? Le località di villeggiatura sono piene di signori ricchi e soli. E lei è giovane e carina… non serve dire altro.

NARRATRICE
Annelise deve lottare continuamente contro le malelingue. Ma anche per via delle condizioni di lavoro. Infatti non sa mai cosa potersi aspettare: all’Hotel Belvedere di Scuol alloggia in un’angusta torretta ornamentale che deve condividere con altre cinque persone. Al ristorante Eismeer, nell’Oberland Bernese, dorme su un materasso gelido accanto agli operai italiani che lavorano alla ferrovia della Jungfrau; a Venezia, invece, in una camera umidissima sotto il livello del mare.

ANNELISE
Se non venisse sempre fame, sarebbe così bello fare la cameriera al Metropole di Venezia.

LUISE
Tieni: pollo, frittelle di mela e mandorle. Mi sono caduti nel fazzoletto sparecchiando!

ANNELISE
Ma, Luise… e se ti scoprono?!

LUISE
Se mi scoprono diciamo addio! Poi ce ne andiamo sulla Riviera. Vedrai: lì faranno a gara per due cameriere carine come noi.

ANNELISE & LUISE
Non ho né casa, né patria o nazione;
Sempre vagare è la mia condizione.

NARRATRICE
Col passare delle stagioni, Annelise trova sempre più difficile accettare il divario tra le condizioni di vita del personale di servizio e quelle degli ospiti, che spesso ritrova in vari luoghi sia in estate che in inverno.

ANNELISE
Se anche solo una di voi, bellezze danzanti, sapesse quanto stancano sedici ore di lavoro. Se anche solo una di voi, domani, dovesse andare al lavoro alle sei del mattino.

NARRATRICE
Sempre più spesso, Annelise si ribella ai modi bruschi dei direttori d’hotel, prendendo le difese dei colleghi.

ANNELISE
Non posso stare zitta a guardare, se alle mie cameriere vengono dati solo avanzi di caffè, pane raffermo e carne rancida infestata di vermi!

NARRATRICE
Le sue rimostranze, però, non trovano ascolto. E anzi, la sua lotta imperterrita per ottenere condizioni migliori la porta sempre più spesso a dover fare le valigie.

DIRETTORE
Solo una svizzera ignorante può avere una simile faccia tosta… Vattene via, donna insolente, fuori di qui!

NARRATRICE
Annelise inizia a impegnarsi politicamente e a fare propaganda per i socialdemocratici tra il personale di servizio.

ANNELISE
Tutti siamo chiamati a contribuire a un ordine sociale migliore. Che ognuno faccia la propria parte!

NARRATRICE
Nel 1913, raccoglie le sue esperienze nel libro “Erlebnisse einer Serviertochter” (Esperienze di una cameriera), che sarà pubblicato l’anno seguente da un’associazione dei lavoratori svizzera.
La vita di Annelise continuerà ad essere segnata dai frequenti spostamenti ancora per molti anni.