NARRATRICE
Il 25 novembre 1911 a Maia Alta, presso Merano, Ludwig e Irma Hollmann festeggiano una doppia ricorrenza: le nozze d’argento e il 25° anniversario delle rispettive carriere come bagnino e massaggiatrice. Da ottobre a maggio, la coppia lavora al centro termale di Merano, dove sono offerti i più moderni trattamenti: dai vari bagni curativi ai massaggi e dai fanghi alle inalazioni, fino alle elettroterapie. Durante la stagione estiva, invece, lavorano a Bad Ischl o in Engadina. Nel 1914 gli Hollmann ottengono per la prima volta un impiego al Grandhotel Waldhaus di Vulpera, dove intendono tornare l’estate successiva.
Nel frattempo, in Europa è scoppiata la guerra. Ma il fronte è ancora lontano e Ludwig Hollmann, a 52 anni, non rischia più di essere arruolato. Il 29 marzo 1915 Irma Hollmann scrive al direttore del Waldhaus, Emil Meuli:
IRMA
Illustrissimo Sig. Direttore,
siamo pronti a riprendere servizio a Vulpera puntualmente il 1° giugno. Per caso la signora direttrice avrebbe anche un posto libero come domestica per mia figlia? È una sarta molto capace e lavora nei migliori atelier. Avrei anche un’altra figlia, nel caso servisse una cameriera – è una ragazza molto carina. Ha trascorso tre anni a Dresda, è qui dall’inizio della guerra insieme a una signora della Svizzera Francone e in estate sarebbe libera.
I miei due figli maschi, grazie a Dio, stanno ancora bene. Il minore è nella fanteria e ha già ricevuto una medaglia, il maggiore è nel reggimento telegrafisti.
Mio marito porge i suoi omaggi, anche alla Sua signora e ai coniugi Pinösch.
Con i più distinti saluti,
Irma Hollmann
NARRATRICE
Partire per la Svizzera, però, si rivela più difficile del previsto. Adesso agli Hollmann sono richiesti un passaporto e un certificato di lavoro, cosa che fa ritardare la partenza.
A luglio, ricevuti tutti i documenti, finalmente partono. Nel frattempo, anche l’Italia è entrata in guerra, e in Tirolo si combatte. Arrivati al confine, gli Hollmann vengono respinti: manca la firma del consolato svizzero. Sono quindi costretti a tornare indietro e spedire i passaporti a Vienna.
Il Waldhaus riapre le candidature, e gli Hollmann finiscono per perdere la stagione.
Il 18 dicembre 1915 Irma Hollmann scrive a Vulpera:
IRMA
Qui è calma piatta, gli stranieri non possono più entrare. Il centro termale è rimasto chiuso, e nemmeno gli hotel e le pensioni hanno riaperto.
Mio marito dà una mano in ferrovia come controllore, visto che sono stati tutti arruolati. Anche il cocchiere biondo di Vulpera, Waldner, lavora lì come macchinista, essendo stato ferito al braccio sinistro. Pare che il povero capo stalla sia invece caduto in battaglia. Io, dal canto mio, do una mano come infermiera nell’ospedale di riserva.
Se l’hotel riaprirà in primavera, preghiamo il signor Direttore di tornare ad assumerci. Ora abbiamo i documenti in regola.
NARRATRICE
Gli Hollmann ottengono il posto. Nella primavera del 1916 inviano la conferma di assunzione del Waldhaus alle autorità tirolesi. La risposta si fa attendere a lungo.
LUDWIG
“Siamo terribilmente sotto pressione e ci sentiamo prigionieri...”
NARRATRICE
… scrive Ludwig Hollmann il 16 aprile. Passano tre settimane prima che arrivi l’agognata lettera, purtroppo con cattive notizie.
LUDWIG
Oggi ci è arrivato l’esito della nostra richiesta, rigettata con la dicitura “al momento non autorizzata”. È stato un brutto colpo per noi, non ce lo aspettavamo. Il signor Direttore vorrà perdonarci: non è colpa nostra, è capitato lo stesso anche a molti altri. Preghiamo il signor Direttore di tenerci un posto per il prossimo anno quando, se Dio vuole, ci sarà la pace.
NARRATRICE
Per la stagione 1916 il Waldhaus assume un bagnino di Bienna, formato a Parigi ed esonerato dal servizio militare. Se e quando gli Hollmann torneranno resta un mistero. Fino al necrologio di Ludwig Hollmann, pubblicato nel giugno del 1930, non si trova infatti più traccia di loro né a Merano né nell’Engadina.